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Dietro ad ogni semplice caffè c’è davvero il guadagno sperato che tutti noi pensiamo? Sfatiamo un mito che da sempre ha illuso molti professionisti del settore!
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Nel caso del caffè, per il calcolo del food cost bisogna tenere conto di tre elementi: gli alimentari, i beverage e i no food.
Vediamo adesso quali sono:
✓ il caffè
✓ la correzione di un super alcolico (grappa ad esempio)
✓ il bicchiere d’acqua (offerto)
✓ il latte o la panna
✓ il cioccolatino o il biscotto (offerto)
✓ lo zucchero in bustina
✓ no food: il tovagliolo, se il cliente lo desidera d’asporto dovremmo aggiungere anche il packaging per il takeway
Ma adesso, escludendo fattori come i costi fissi e i costi fissi variabili (luce, acqua, gas, affitto, costi del personale) e IVA.
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Quanto realmente riusciamo a guadagnare da un caffè, o meglio quanti caffè dobbiamo fare per poter ricevere in cambio un guadagno minimo?
Calcolare il food cost è importantissimo anche nelle situazioni più semplici, come il caffè, e calcolarlo ci aiuta fin dall’inizio della nostra attività a capire realmente se quello che stiamo vendendo ha un reale guadagno, o meglio, ci può aiutare a capire quale è il break even point (BEP) per evitare di lavorare in perdita.
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